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Veicoli fuori uso. Modifica All. II della Direttiva 2000/53/CE

Decreto 20/01/2017

 

 

Autorità emanante: Ministero dell’Ambiente

Atto: decreto 20/01/2017 di attuazione della direttiva 2016/774/UE del 18 maggio 2016, recante modifica dell’allegato II della direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa ai veicoli fuori uso

In GU Serie Generale n. 28 del 3-2-2017


 


 

Direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso

 

Sintesi

I veicoli a motore che sono giunti al termine del loro ciclo utile e non sono più idonei per l’uso generano milioni di tonnellate di rifiuti. Per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente, al fine di garantire il miglior riutilizzo dei materiali e per migliorare il risparmio energetico, la legislazione dell’Unione europea (UE) stabilisce come i nuovi veicoli dovrebbero essere progettati e come questi rifiuti dovrebbero essere raccolti e trattati.

 

Che cosa fa la Direttiva?

Stabilisce le misure volte a limitare gli scarti prodotti dai veicoli fuori uso e dai loro componenti e garantisce che, laddove possibile, questi saranno riutilizzati, riciclati o recuperati.

 

Punti chiave

  • I costruttori di veicoli e di equipaggiamenti devono tener conto della demolizione, del riutilizzo e del recupero dei veicoli quando progettano e producono i loro prodotti. Essi devono garantire che i nuovi veicoli siano:
    • reimpiegabili e/o riciclabili per almeno l’85 % del peso del veicolo;
    • reimpiegabili e/o recuperabili per almeno il 95 % del peso del veicolo.
  • Non possono utilizzare sostanze pericolose come piombo, mercurio, cadmio e cromo esavalente.
  • I produttori, gli importatori e i distributori devono fornire sistemi per raccogliere i veicoli fuori uso e, ove tecnicamente fattibile, delle parti utilizzate dalle autovetture riparate.
  • I proprietari di veicoli fuori uso consegnati per il trattamento dei rifiuti riceveranno un certificato di rottamazione, necessario per la cancellazione del veicolo dal registro automobilistico.
  • I produttori sostengono interamente o per una parte significativa i costi connessi con la consegna ad un impianto di trattamento dei rifiuti. Non vi è alcuna spesa per il proprietario del veicolo, salvo rari casi in cui il motore è mancante o il veicolo è pieno di rifiuti.
  • Gli impianti di trattamento dei rifiuti devono richiedere un permesso o registrarsi presso le autorità competenti.
  • I veicoli fuori uso vengono smontati prima di un ulteriore trattamento. I materiali e i componenti pericolosi vengono rimossi e separati, prestando attenzione al potenziale reimpiego, recupero o riciclaggio dei rifiuti.
  • Esistono chiari obiettivi quantificati da riportare in una relazione annuale alla Commissione europea per il reimpiego e il recupero dei veicoli fuori uso. Tali obiettivi stanno diventando sempre più esigenti.
  • I paesi dell’UE riferiscono alla Commissione sull’attuazione della direttiva ogni tre anni.
  • La normativa si applica alle autovetture e ai piccoli autocarri, ma non ai grandi camion, ai veicoli d’epoca e ai veicoli per uso speciale.

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