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Il mobbing integra il reato di maltrattamenti in famiglia se il rapporto presenta le caratteristiche della para-familiarità

Cassazione Penale, Sez. 2, 16 febbraio 2018 n. 7639

 

 

Secondo l’insegnamento giurisprudenziale dettato da questa Suprema Corte, le pratiche persecutorie realizzate ai danni del lavoratore dipendente e finalizzate alla sua emarginazione (cd. “mobbing”) possono integrare il delitto di maltrattamenti in famiglia esclusivamente qualora il rapporto tra il datore di lavoro e il dipendente assuma natura para – familiare, in quanto caratterizzato da relazioni intense ed abituali, dal formarsi di consuetudini di vita tra i soggetti, dalla soggezione di una parte nei confronti dell’altra (rapporto supremazia – soggezione), dalla fiducia riposta dal soggetto più debole del rapporto in quello che ricopre la posizione di supremazia, e come tale destinatario, quest’ultimo, di obblighi di assistenza verso il primo

 

 

LEGGI IL COMMENTO A CURA DELL’AVV. DUBINI

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