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Nuovo Codice Appalti. Il Codice non può porre limiti, lo dice la Commissione Europea

 

 

Il Codice Appalti non può prevedere limiti al subappalto. Lo scrive, in una lettera inviata al Governo italiano la Direzione generale mercato interno della Commissione Europea, che ha condiviso le motivazioni dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) formalizzate in un esposto.

Al centro del dibattito il controverso tetto del 30% al subappalto. Il limite è stato introdotto dal Codice Appalti, che lo ha giustificato come una soluzione contro le infiltrazioni criminali. Il Correttivo sta tentando di alleggerire il limite, ma il parere di Bruxelles è chiaro: non possono esserci limiti.

 

 

Il capo della direzione generale Mercato interno della UE Lowri Evans, ha evidenziato come le norme sul subappalto contenute nel nuovo codice degli appalti e nel decreto correttivo siano in contrasto con le norme e la giurisprudenza UE.

Per la Commissione Europea, la normativa UE sugli appalti ha come principale obiettivo quello di rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione delle merci, alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi. Oltre all’esplicita finalità di facilitare la partecipazione delle PMI nelle procedure di appalto.

Norme di recepimento dichiaratamente restrittive in materia di subappalto, come quelle adottate dall’Italia, risultano quindi in contraddizione con tali obiettivi.

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