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Responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi. Ratifica dell’Accordo di Bruxelles del 27-11-2009

Legge 8 maggio 2019 n. 40

 

 

Ratifica ed esecuzione dell’Accordo transattivo fra il Governo della Repubblica italiana e la Comunità europea dell’energia atomica sui principi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca di Ispra, con Appendice, fatto a Bruxelles il 27 novembre 2009

 

 

Contenuto dell’accordo

L’Accordo è composto da 6 punti: nel punto 1 si individuano i servizi a compensazione degli oneri derivanti dalle pregresse attività di ricerca per il programma nucleare italiano svolte presso il CCR di Ispra. Il Governo italiano provvederà alla disattivazione dell’installazione nucleare denominata Reattore Ispra 1.
I dettagli di tali attività sono riportati nell’Appendice 1, che presenta un’analisi esaustiva e puntuale delle specifiche attività. Quanto al soggetto titolare degli atti autorizzativi del reattore Ispra 1, di cui al punto 1.2, la relazione illustrativa specifica trattarsi di quello individuato dal comma 537 dell’articolo 1 della legge n. 205/2017, ossia SOGIN (cfr. supra).
La relazione illustrativa precisa, altresì, che l’attuazione dell’Accordo terrà conto della classificazione dei rifiuti radioattivi prevista dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 7 agosto 2014, adottato ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45, attuativo della direttiva 2011/70/EURATOM del Consiglio, del 19 luglio 2011, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, alla cui applicazione è subordinato l’Accordo transattivo in esame ai sensi del punto 5.1 dell’Accordo medesimo.
Nel punto 2 si definisce la data limite del 2028 per il conferimento dei rifiuti radioattivi del CCR di Ispra al Deposito nazionale, con costi a carico del Centro stesso. In caso di indisponibilità del deposito, dal 1° gennaio 2029 i rifiuti diverranno di proprietà italiana e le relative spese di gestione nel deposito temporaneo del CCR di Ispra saranno a carico dell’Italia.
Il punto 3 definisce i criteri di accettazione dei rifiuti (WAC) al Deposito nazionale nonché le clausole riguardanti il rischio economico derivante dalla loro eventuale modifica.
Il punto 4 dispone che le Parti possano concludere contratti specifici che descrivano in dettaglio lo scopo delle attività previste nonché gli aspetti tecnici e legali, prevedendo comunque la prevalenza di quanto stabilito nell’Accordo transattivo.
Il punto 5 stabilisce che l’Accordo transattivo sia disciplinato dal diritto dell’Unione europea, integrato, ove necessario, dal diritto italiano. Sono indicate le procedure di mediazione, con la possibilità di rivolgersi, in caso di disaccordo, al Tribunale di prima istanza della Corte europea di giustizia per la nomina del mediatore. Eventuali controversie fra le Parti risultanti dall’interpretazione e dall’applicazione dell’Accordo transattivo che non possano essere risolte amichevolmente saranno sottoposte alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Il punto 6 istituisce un Comitato misto di gestione composto da tre rappresentanti per ciascuna Parte, allo scopo di controllare l’attuazione della transazione e, in particolare, di gestire le interfacce tra le attività di disattivazione di cui al punto 1 e le altre attività del Centro comune di ricerca di Ispra. Il Comitato dovrà riunirsi almeno ogni tre mesi per valutare le attività pregresse, sviluppare piani dettagliati per le attività future e discutere ogni altra questione riguardante l’esecuzione dell’Accordo. L’entrata in vigore dell’Accordo è stabilita alla data di ricezione della notifica da parte italiana dell’avvenuto espletamento della procedura di ratifica.
L’Accordo è completato dall’Appendice 1 che si articola in paragrafi dedicati, tra il resto, alla descrizione e stato dell’impianto, alle coordinate per il trasferimento della titolarità degli atti autorizzativi al soggetto individuato dal Governo italiano, al mantenimento in sicurezza di Ispra-1 e alla sua disattivazione, alla gestione dei rifiuti da essa provenienti, all’accesso al sito e alla sicurezza sul lavoro.

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