Home > Norme > Regolamento a norma dell’articolo 57 del decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196

Regolamento a norma dell’articolo 57 del decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196

recante l’individuazione delle modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente al trattamento dei dati effettuato, per le finalità di polizia, da organi, uffici e comandi di polizia

 

DPR 15 gennaio 2018 n. 15

GU Serie Generale n. 61 del 14-03-2018

Entrata in vigore del provvedimento: 29/03/2018

 


 

Riguardo all’ambito di applicazione soggettiva, la relazione illustrativa al decreto precisa che la locuzione «organi, uffici e comandi di polizia» utilizzata dal regolamento (mutuata dall’articolo 57, comma 1, del Codice), fa riferimento a un’area di operatività circoscritta rispetto a quella desumibile dalla nozione di «organi di pubblica sicurezza o altri soggetti pubblici», ai quali, ai sensi dell’articolo 53, comma 2, del Codice, è consentito il trattamento dei dati personali acquisiti per finalità di polizia usufruendo dello speciale regime derogatorio.

 

Il d.P.R., quindi, non si applica direttamente ai trattamenti effettuati, ad esempio, dalle Prefetture, dagli uffici dell’Agenzia delle Dogane, ecc., difettando per essi l’attributo “di polizia” né alla polizia municipale, cui l’articolo 1 della legge 7 marzo 1986 n. 65, recante «Legge-quadro sull’ordinamento della polizia municipale», attribuisce il compito istituzionale di «svolgere funzioni di polizia locale». Tale “funzione di polizia locale”, prosegue la relazione illustrativa, in base alle disposizioni legislative (art. 159, d.lgs. 112 del 1998) e costituzionali (art. 117, comma 1, lett. h, Cost.) e anche alle indicazioni offerte dalla Corte Costituzionale, sarebbe riconducibile ad attività meramente amministrative, finalizzate ad assicurare l’osservanza di norme pubblicistiche collocate in materie di competenza regionale (sanità, turismo, ecc.). La “polizia amministrativa locale” (polizia sanitaria, polizia urbanistica, ecc.), quindi, si esplica con lo svolgimento di attività non assimilabili affatto al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza in senso stretto e di prevenzione dei reati, la quale, al contrario, contraddistingue l’attività delle forze di polizia (ex articolo 16 della legge n. 121 del 1981), svolta sotto la guida del Ministero dell’interno.

La circostanza che la polizia municipale possa anche svolgere “funzioni di polizia giudiziaria” limitate («… nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni …») non contraddice l’anzidetta esclusione soggettiva; si tratta, infatti, di circoscritte attività di cooperazione con l’autorità giudiziaria penale, quando, in occasione dello svolgimento delle attività amministrative istituzionali, si renda necessario l’accertamento e la repressione dei reati.

 

Condividi

Carica altri contenuti