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Modifiche al T.U. di prevenzione incendi

 

Decreto 12 aprile 2019: modifiche al decreto 3 agosto 2015, recante l’approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006 n. 139

 

 

Fonti:

 

 

Il decreto continua l’azione di semplificazione e razionalizzazione dell’attuale corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi, mediante l’utilizzo di un nuovo approccio metodologico più aderente al progresso tecnologico e agli standard internazionali.

Tale norma entrerà in vigore il 21 ottobre 2019, cioè 180 giorni dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta, ponendo fine al periodo transitorio (durato circa quattro anni) di applicazione volontaria del Codice di prevenzione incendi per la sola progettazione delle attività che non erano dotate di specifica regola tecnica.

 

 

Le modifiche introdotte dal DM 12/04/2019 al DM 03/08/2015 (Codice di prevenzione incendi) prevedono l’eliminazione del cosiddetto “doppio binario” per la progettazione antincendio delle attività soggette al controllo da parte dei Vigili del Fuoco”.

 

 

Con il nuovo decreto vengono, poi, introdotti due elementi:

  • l’ampliamento  del campo  di applicazione (vengono inserite alcune nuove attività dell’allegato I al DPR 151/2011)
  • l’obbligatorietà dell’utilizzo del Codice per la progettazione delle attività tradizionalmente “non normate”, in sostituzione dei “criteri tecnici di prevenzione incendi”
  1. L’ampliamento del campo di applicazione

Il campo di applicazione del DM 3/8/2015 e s.m.i. viene ampliato con l’introduzione  di alcune attività (da 19 a 26, 69, 72 e 73 dell’allegato I al DPR 151/2011. Si sottolineano in particolare:

    • l’introduzione dell’attività 69: l’emanazione della RTV8 ha fornito le disposizioni per i locali adibiti ad esposizione e vendita, limitando a questi l’applicazione del Codice. L’introduzione dell’attività 69 nel campo di applicazione indica l’applicabilità del Codice (RTO) alle esposizioni fieristiche, prima escluse
    • l’introduzione dell’attività 72, legata all’emananda RTV edifici destinati a musei, gallerie, biblioteche ecc.
    • l’introduzione dell’attività 73
  1. L’ obbligatorietà dell’utilizzo del Codice per la progettazione delle attività tradizionalmente “non normate”, in sostituzione dci “criteri tecnici di prevenzione incendi”.

Il  decreto di modifica  interviene  sulla  modalità  di applicazione  del codice, prima  facoltativa, rendendolo cogente in alcune situazioni:

    • il Codice si applica obbligatoriamente a tutte le attività incluse nel campo di applicazione e non dotate di RTV “di nuova realizzazione”
    • il Codice si applica agli interventi di modifica di attività esistenti, a condizione che le misure di sicurezza antincendio esistenti nella parte di attività non interessata dall’intervento siano compatibili con gli  interventi da realizzare
    • per gli interventi di modifica non rientranti nel caso b), rimane la possibilità di continuare ad applicare i criteri generali di prevenzione incendi, fatta salva la possibilità di applicare il codice all’intera attività
    • il Codice può essere di riferimento per le attività non soggette (sia per quelle al di sotto delle soglie dell’allegato I, sia per quelle non ricadenti nell’allegato I)
    • per le attività dotate di RTV rimane la possibilità di scegliere tra la  regola tecnica tradizionale e il Codice.

 

Le modalità di applicazione indicate vengono sintetizzate nella tabella seguente (CNI)

 

 

Saranno ben 42 le attività soggette, comprese nell’Allegato 1 del DPR 151/2011 , per le quali la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) del Codice diventerà l’unico riferimento progettuale; saranno per ora escluse da tale obbligo le RTV attuali (uffici, autorimesse, scuole, alberghi, attività commerciali) e future per le quali l’uso del Codice resterà un’opzione volontaria, in alternativa alle vecchie regole tecniche prescrittive.

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