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Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza

DPCM 24 novembre 2017

 

 

 

In GU Serie Generale n. 24 del 30-01-2018

 

 


 

Fonte:quotidianosanita.it

Il decreto fissa il percorso di accoglienza delle donne vittime di violenza. Le linee guida, dopo il triage infermieristico, prevedono, salvo che non sia necessario attribuire un codice di emergenza (rosso o equivalente), che alla donna sia riconosciuta una codifica di urgenza relativa – codice giallo o equivalente – per garantire una visita medica tempestiva (tempo di attesa massimo 20 minuti) e ridurre al minimo il rischio di ripensamenti o allontanamenti volontari.

 

  • Alla donna presa in carico dovranno essere assicurate l’assistenza e la protezione richieste dal caso specifico e nel caso abbia fatto accesso al Pronto soccorso con figlie/i minori è opportuno che le/gli stesse/i restino con la madre e che siano coinvolti nel suo stesso percorso.
  • L’area protetta in cui si eroga l’assistenza rappresenta l’unico luogo in cui la donna viene visitata e sottoposta ad ogni accertamento strumentale e clinico e il luogo di ascolto e prima accoglienza (dove anche repertare il materiale utile per una eventuale denuncia/querela), nel pieno rispetto della sua privacy.
  • Al termine del trattamento diagnostico-terapeutico, l’operatrice/operatore sanitaria/o che ha preso in carico la donna utilizza lo strumento di rilevazione “Brief Risk Assessment tor the Emergency Department – DA5″4, indicato dal ministero della Salute, per essere coadiuvata/o nella elaborazione e formulazione di una corretta e adeguata rilevazione in Pronto soccorso del rischio di recidiva e letalità e per adottare le opzioni di dimissioni descritte nelle linee guida.
  • È previsto l’aggiornamento continuo di operatrici e operatori, indispensabili per una buona attività di accoglienza, di presa in carico, di rilevazione del rischio e di prevenzione.

 

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