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Appalti, in arrivo le nuove regole per i beni culturali

Decreto 22/08/2017 n. 154

 

 

Autorità emanante: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Titolo: regolamento concernente gli appalti pubblici di lavori riguardanti i beni culturali tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42
In: GU Serie Generale n. 252 del 27-10-2017
Entrata in vigore del provvedimento: 11/11/2017

 


 

Fonte: Edilportale

 

 

Il nuovo decreto prevede che l’affidamento dei lavori riguardanti i beni culturali sia disposto, di regola, sulla base del progetto esecutivo, ma sono specificati anche i casi in cui può bastare il progetto definitivo.

Ad esempio il progetto definitivo può bastare per:

– i lavori su beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico, artistico o archeologico che non presentino complessità realizzative;

– negli altri casi, qualora il responsabile unico del procedimento, accertato che la natura e le caratteristiche del bene, ovvero il suo stato di conservazione, sono tali da non consentire l’esecuzione di analisi e rilievi esaustivi o comunque presentino soluzioni determinabili solo in corso d’opera, disponga l’integrazione della progettazione in corso d’opera.

 

 

Inoltre, il Decreto stabilisce che, per ogni intervento, il responsabile unico del procedimento, nella fase di progettazione di fattibilità, stabilisca il successivo livello progettuale da porre a base di gara e valuti motivatamente, esclusivamente sulla base della natura e delle caratteristiche del bene e dell’intervento conservativo, la possibilità di ridurre i livelli di definizione progettuale ed i relativi contenuti dei vari livelli progettuali, salvaguardandone la qualità.

 

 

Il DM specifica anche che per i lavori concernenti i beni culturali, nel caso in cui non sia prevista l’iscrizione a un ordine o collegio professionale, le prestazioni relative alla progettazione di fattibilità, definitiva ed esecutiva possono essere espletate anche da un soggetto con qualifica di restauratore di beni culturali.

Per la direzione dei lavori e il supporto tecnico alle attività del responsabile unico è necessario avvalersi di restauratore di beni culturali qualificato o, secondo la tipologia dei lavori, di un altro professionista di cui all’articolo 9-bis del Codice dei beni culturali (archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori di beni culturali ecc.) in possesso di un’esperienza almeno quinquennale e di specifiche competenze coerenti con l’intervento.

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