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Nasce un fondo da 60 milioni di euro per i caregiver familiari

Legge di Bilancio 2018

 

Ddl 2960

I caregiver familiari hanno un fondo dedicato: 60 milioni in tre anni

 


 

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’istituzione di un fondo da 20 milioni di euro annui, per ciascuno dei prossimi tre anni, per il sostegno dei caregiver familiari.

L’emendamento è stato approvato all’unanimità e porta la prima firma della senatrice Laura Bignami, del Movimento X, che per tutta la legislatura ha lavorato su questo tema. Bignami ha presentato uno dei tre ddl sul tema in Commissione Lavoro e Previdenza Sociale, per cui da fine settembre c’è un testo unificato, come pure gli emendamenti che nei giorni scorsi avevano raccolto oltre 130 firme e che chiedevano «subito, senza se e senza ma» l’anticipo dell’età pensionabile di un anno ogni cinque di servizio prestato come caregiver, lo svincolo dai requisiti per l’accesso all’anticipo pensionistico eliminando per i caregiver la soglia dei 63 anni di età, la contribuzione figurativa per l’accesso alla pensione.

 

Questo il testo dell’emendamento riformulato ed approvato il 29 

«Art. 30-bis, Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare.

È istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il fondo è destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare, come definito al comma 2. Si definisce caregiver familiare la persona che assiste e si prende cura del coniuge, di una delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33 comma 3 della legge 104/1992, anche di un familiare entro il terzo grado, che a causa di malattia, infermità o disabilità anche croniche o degenerative non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisogno di assistenza globale e continua di lunga durata o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 18/1980».

 


 

 

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