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Non conformità alla direttiva 2013/55/UE su riconoscimento delle qualifiche professionali

Costituzione in mora

 

La Commissione europea ha adottato il 19 luglio 2018 le seguenti decisioni con riferimento all’Italia:

  • due archiviazioni di procedure d’infrazione
  • sei costituzioni in mora ex art. 258 TFUE

Fra le Costituzioni in mora ex art. 258

2018/2175 – Non conformità alla direttiva 2013/55/UE su riconoscimento delle qualifiche professionali

2017/2181 – Non corretta applicazione della direttiva 1991/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane

 


 

Libera circolazione dei professionisti: la Commissione invita 27 Stati membri a conformarsi alle norme dell’UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali

La Commissione ha deciso oggi di inviare lettere di costituzione in mora a 27 Stati membri (tutti gli Stati membri tranne la Lituania) in merito alla conformità della legislazione e delle prassi nazionali alle norme dell’UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali (direttiva 2005/36/CE modificata dalla direttiva 2013/55/UE). L’UE ha introdotto un sistema moderno per il riconoscimento delle qualifiche e dell’esperienza professionali in tutta l’UE. Tale sistema facilita il riconoscimento delle qualifiche dei professionisti che desiderano stabilirsi o prestare i loro servizi in altri Stati membri, garantendo nel contempo un migliore livello di protezione per i consumatori e i cittadini. Garantire un’applicazione coerente di tali norme a beneficio dei cittadini e delle imprese è particolarmente importante per la Commissione. Le lettere di costituzione in mora riguardano questioni fondamentali per il funzionamento della direttiva sulle qualifiche professionali, in particolare l’introduzione della tessera professionale europea, il meccanismo di allerta, la possibilità di avere un accesso parziale a un’attività professionale, la proporzionalità dei requisiti linguistici e la creazione di centri di assistenza. La Commissione solleva inoltre questioni relative alla trasparenza e alla proporzionalità degli ostacoli normativi nei servizi professionali, in parte menzionati nella sua comunicazione del gennaio 2017 relativa alle raccomandazioni di riforma per la regolamentazione dei servizi professionali. Tutti gli Stati membri in questione dispongono di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare loro un parere motivato.

 


 

Acque reflue: la Commissione sollecita l’ITALIA a conformarsi alle prescrizioni dell’UE in materia di trattamento delle acque reflue urbane

La Commissione esorta l’Italia a conformarsi al diritto dell’UE sulle acque reflue urbane e a garantire che le acque reflue provenienti da tutti gli agglomerati umani con una popolazione di oltre 2 000 abitanti siano raccolte e trattate. A norma del diritto dell’UE (direttiva 91/271/CEE del Consiglio), città e centri urbani sono tenuti a realizzare le infrastrutture necessarie per la raccolta e il trattamento delle loro acque reflue urbane. Le acque reflue non trattate possono comportare un rischio per la salute e inquinano i laghi, i fiumi, il terreno e le acque costiere e sotterranee. Sebbene l’Italia sia già stata sottoposta a tre distinte procedure di infrazione a motivo di varie violazioni delle prescrizioni della direttiva, una valutazione degli ultimi dati presentati dall’Italia evidenzia che anche un numero considerevole (276) di agglomerati di dimensioni più ridotte viola gli obblighi fondamentali di raccolta, trattamento e monitoraggio. Vista l’entità di tali carenze, la Commissione invia all’Italia una lettera di costituzione in mora. Le autorità italiane dispongono di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

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