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Il Rating di Legalità entrerà nel registro delle imprese

Fonte: www.ratingdilegalita.it

 

Che il Rating di legalità mettesse a disposizione vantaggi di tipo reputazionale, oltre che economico, era un fatto noto (vedi sull’argomento il contributo dell’avv. Carozzi sull’Informatore AIAS: CLICCA QUI n.d.r.) e comprovato dall’esistenza dell’elenco pubblico di imprese stellate curato dall’AGCM.

Dal prossimo autunno, questo vantaggio si rafforza grazie ad una novità apportata al Registro delle Imprese, che si arricchisce di nuove informazioni a sostegno del profilo di affidabilità delle aziende.

Infatti, grazie all’intesa tra InfoCamere e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, le visure estratte dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio conterranno l’indicazione del Rating di Legalità delle aziende che ne hanno fatto richiesta e che hanno superato il vaglio dell’Autorità stessa.

 

 

In questo modo, l’acquisizione del Rating di legalità da parte delle aziende rientra nel processo di continuo miglioramento di qualità, completezza e trasparenza delle informazioni presenti nelle banche dati gestite dalle Camere di Commercio, perseguito attraverso l’integrazione di informazioni sulle imprese gestite da altre Pubbliche Amministrazioni.

A partire dal prossimo ottobre, l’elenco delle aziende che hanno ottenuto il Rating di legalità, con il relativo punteggio (pubblicato e regolarmente aggiornato dall’AGCM) sarà integrato nelle visure del Registro delle Imprese rilasciate dalle Camere di Commercio.

 

Per quanto riguarda la diffusione del Rating presso le imprese italiane, i dati messi a disposizione dall’Autorità Garante e aggiornati ad aprile 2017 parlano di 3460 imprese “stellate” e distribuite principalmente al Nord (55,6%), rispetto al 22% del Centro e al 31,7% del Mezzogiorno (Sud e Isole).

  • Il 62% sono concentrate in cinque regioni, con in testa l’Emilia Romagna (15,3), seguita dalla Lombardia (14,7), dal Veneto (12,1), dalla Puglia (11) e dal Lazio (8,7).
  • Contrariamente a quanto si possa pensare di una certificazione che mette in rilievo requisiti normativi ma anche extranormativi ed elettivi, il Rating è richiesto in massima parte (circa il 90% delle acquisizioni) da imprese PMI (ovvero con un volume d’affari minore o uguale a 50 milioni di euro e meno di 250 addetti).
  • In base al tipo di attività, il 40% delle imprese opera nel settore nell’industria manifatturiera e circa il 20% nel settore notoriamente “sensibile” come quello dell’edilizia.

 

 

Il Rating viene rilasciato su base volontaria e può essere rinnovato ogni due anni, durante i quali, secondo quanto previsto dalla legge, le imprese che lo possiedono giovano di migliori condizioni in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario.

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