Home > L’Italia brucia… Perché?

L’Italia brucia… Perché?

Ce lo spiega Guido Zaccarelli, Presidente Vicario APC Prevenzione Incendi

 

Luglio 2017: l’Italia colpita dai roghi

 

 

 

Come ogni estate, anche in questi giorni veniamo bombardati di notizie relative a numerosissimi incendi boschivi scoppiati in varie parti d’Italia. La differenza è che quest’anno il numero è particolarmente sostenuto: i dati disponibili (fonte: www.vigilfuoco.it) parlano di oltre 1000 (!!!) interventi del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, con prevalenza di Lazio (280 interventi), Campania (250), Toscana (150), Calabria (110) e Puglia (100). I dati peraltro sono di inizio luglio, quindi vanno sicuramente rivisti in aumento.

Si tratta di numeri impressionanti, ma ancora più impressionanti sono le conseguenze di questi roghi, soprattutto se si considera che una foresta ha bisogno di molti anni o addirittura decine di anni per riprendersi. Particolarmente dolorosa è la perdita, fortunatamente solo parziale, della pineta di Castel Fusano presso Roma nella giornata del 17 luglio, ma molta impressione hanno anche provocato gli incendi scoppiati in moltissimi Comuni delle pendici del Vesuvio.

 


 

Vuoi saperne di più? Scegli i corsi di PREVENZIONE INCENDI proposti da AIAS ACADEMY CLICCA QUI

 


 

Troppo spesso i media, probabilmente male informati, danno la colpa di questi roghi al clima ed in particolare alla siccità estiva. Nulla di più errato: come è noto, gli incendi non scoppiano da soli a causa della siccità, ma nella loro quasi totalità vengono intenzionalmente appiccati proprio durante le giornate più secche e più ventose, allo scopo consapevole di provocare più danni. Un forte sospetto viene inoltre dalla distribuzione geografica degli incendi, che stranamente tutti gli anni riguardano le stesse zone d’Italia. Purtroppo l’individuazione e la cattura dei responsabili è molto difficile e raramente si riesce a cogliere i colpevoli con le mani nel sacco. Nonostante le difficoltà, l’impegno delle forze dell’ordine ha portato nel 2017 a 364 denunce ed 11 arresti, di cui 5 nel solo mese di luglio.

Le competenze in materia di tutela del patrimonio boschivo e di lotta attiva contro gli incendi boschivi sono di prioritaria competenza delle Regioni, mentre allo Stato spetta il compito sussidiario di provvedere alla lotta antincendio mediante il Corpo Nazionale VVF e l’Arma dei Carabinieri. Recentemente, il Corpo Forestale è stato diviso e inglobato in questi ultimi due Corpi, ed il Corpo Nazionale VVF si è attrezzato per organizzare le nuove risorse a disposizione. Attualmente i VVF dispongono di una poderosa flotta aerea composta da ben 16 Canadair e 15 elicotteri (in parte proveniente proprio dal disciolto Corpo Forestale), che vengono impiegati attraverso il Centro Operativo Aereo unificato (COAU). A questi mezzi si aggiungono anche 4 elicotteri dell’Arma dei Carabinieri, che fornisce anche un valido contributo con le operazioni a terra.

In tutto il 2016 la flotta aerea del Corpo Nazionale ha effettuato 509 ore di volo, con 2.500 lanci d’acqua; dal 15 giugno al 14 luglio 2017, cioè in meno di 1 mese, quest’anno siamo a oltre 2.000 ore di volo e 11.000 lanci d’acqua, con un aumento sensibilissimo dell’impegno rispetto all’anno scorso. A ciò naturalmente vanno aggiunte le operazioni a terra.

Nell’attesa delle piogge, non ci resta che confidare come sempre nell’encomiabile impegno del Corpo Nazionale VVF e delle altre forze dell’ordine coinvolte.

 

 

 

 

Guido Zaccarelli, Presidente Vicario APC Prevenzione incendi

Condividi

Carica altri contenuti