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Ambiente. Interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura semplificata

DPR 13/02/2017 n. 31

 

 

Titolo: Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata

 

 

L’emanazione del decreto attua quanto previsto dall’articolo 12, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83 (recante Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo).

Tale norma prevede l’emanazione di un regolamento di delegificazione finalizzato a:

  • ampliare e precisare le ipotesi di interventi di lieve entità contemplate dal D.P.R. n. 139 del 2010, con cui è stato disciplinato il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per tale tipologia di interventi;
  • operare ulteriori semplificazioni procedimentali (ferme, comunque, le esclusioni di cui agli articoli 19, comma 1, e 20, comma 4, della legge n. 241 del 1990).

Si stabilisce, inoltre, (secondo una modifica al decreto-legge n. 83 del 2014 recata dal decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, articolo 25, comma 2) l’introduzione nel regolamento di delegificazione delle seguenti tipologie di interventi:

  • quelli per cui è esclusa la richiesta di autorizzazione paesaggistica sia nell’ambito degli interventi di lieve entità sia mediante definizione di ulteriori interventi minori privi di rilevanza paesaggistica;
  • quelli di lieve entità regolati anche tramite accordi di collaborazione tra il Ministero, le Regioni e gli enti locali.

 

 

E’ disposta l’abrogazione del D.P.R. 9 luglio 2010, n. 139, emanato in attuazione dell’ultimo periodo del comma 9 dell’articolo 146 del decreto legislativo n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito ‘Codice’), che ha previsto la definizione di “procedure semplificate per il rilascio dell’autorizzazione in relazione ad interventi di lieve entità in base a criteri di snellimento e concentrazione dei procedimenti, ferme, comunque, le esclusioni di cui agli articoli 19, comma 1, e 20, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni”, riguardanti l’inapplicabilità della SCIA – segnalazione certificata di inizio attività – nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali (art. 19, comma 1) e l’inapplicabilità del silenzio-assenso nei procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico e l’ambiente (art. 20, comma 4).

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